Siamo i cacciatori del XXI Secolo.... sfrecciamo nei SUV sulle autostrade per raggiungere i luoghi di caccia, la radio accesa a tutto volume, telefonino acceso sempre in tasca, abbigliamento tecnico firmato, cacciatora pulita ed all’ultima moda, stivali che sembrano progettati per andare nello spazio e fucili che colpirebbero il ”bersaglio ” anche dietro ad un angolo...... leggeri, al titanio, al cromo molibdeno e con la calciatura in composito, e le cartucce?
Le cartucce, certificate dalla casa produttrice e descritte dalle riviste specializzate del settore, sono quanto di meglio si possa inventare in balistica.
Mio nonno quaranta anni or sono ricaricava quelle di cartone fino a rifinirle. Quanti orli abbiamo fatto! E che madonne volavano quando quella volta rovesciai per terra il frutto di ore di minuzioso lavoro.......:-(
Che bello il ricordo delle serate in sua compagia con l’orlatrice attaccata al bordo del tavolo ed i bossoli vuoti tutti in fila da riempire uno a uno. Qualche cartuccia risultava con doppia dose di polvere ma niente pallini ,oppure il contrario… mi ricordo ancora le risate quando capitava di spararne una...... o non scoppiava perchè senza polvere ma solo pallini oppure..... guai a sparare controvento. Ma chi se lo scorda, quando erano “in dose” per i volatili c’era ben poco scampo; cadevano subito; quasi mai feriti.
Bei tempi che non torneranno, mio padre mi chiamava sottovoce nel cuore della notte, svegliandomi dolcemente, quasi chiedendomi scusa per averlo fatto; capiva di avermi fatto piacere solo quando guardava i miei occhi che lo imploravano di fare presto, di non perdere tempo. Come se perdere qualche minuto a casa per la colazione facesse scappare via tutti gli animali dalle campagne, salvo poi passare mezzora al bar....
Mi infilavo in un giubbotto militare imbottito. Calzavo gli stivali che mi avevano comperato per la stagione, infilavo i guanti di lana ed il berretto passamontagna di lana che faceva prudere tutta la testa. Mia mamma che ogni volta ripeteva alla nausea ( mia e di mio padre ) le classiche mille raccomandazioni :< state attenti a questo ,state attenti a quello, quando babbo spara stai dietro fermo e non ti muovere.... che meraviglia le Mamme , non dovrebbero invecchiare mai ...... ma quelle frasi le risento ancora; e chi se le scorda…non posso dimenticare; non lo voglio!
La prima fucilata, era un fringuello ,credo sia morto dalle risate, non certo per il mio piombo, il rinculo mi fece cadere a sedere per terra in mezzo agli aghi di pino e fischiare le orecchie a lungo, avevo undici o dodici anni.
Piu' tardi mi affidarono una doppietta calibro 28, proporzionata alla mia statura con calcio di legno all’inglese, cani esterni e bascula finemente cesellata... solo anni dopo, smontandola pezzo per pezzo per oliarne le parti, sotto le canne ho trovato inciso l’anno di produzione... 1904
Successivamente ho ereditato un sovrapposto, lo stesso che anche adesso tengo in spalla mentre cammino lungo i campi di mais guardando il mio Cane che frenetico cerca l’olezzo di un pollo colorato allevato in gabbia e lanciato pochi giorni prima dell’inizio delle ostilità :-( sig!.
Negli ultimi anni una nuova legge lega i cacciatori al proprio territorio, questo limita molto la liberta di movimento, adesso quando usciamo a caccia dalle mie parti, a destra ed a sinistra, naturalmente molto lontani, ci sono solo casermoni e spirali di raccordi stradali che non hanno nulla di affine con le casette di antica memoria, le bianche stradine sterrate ed i panoramici paesaggi visti in quei paesini della maremma. Quando incrociavamo qualcuno, magari cacciatori anche loro, ricordo bene che con mio Padre ci si fermava a fare quattro chiacchiere, così, giusto per socializzare, sempre iniziando con buongiorno e terminando sempre con “salute” o “in bocca al lupo" per proseguire poi ognuno per propria pista inseguendo quelle emozioni che solo la caccia sà darti.....
P
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