martedì 21 luglio 2009

Anima li

Da Gennaio,
gli animali selvatici sopravvissuti all’esercizio venatorio se la spassano ora per il territorio e possono asciugare tranquilli al vento il loro bellissimo e colorato piumaggio.
A breve per loro inizierà la stagione dell’amore e intanto le livree s’accendono mano a mano che le giornate s’allungano ed il freddo si smorza.
Per i prossimi nove mesi la caccia é chiusa, durante questo tempo gli animali riacquisteranno confidenza con il mondo circostante, ripopoleranno i campi di medica, le viottole, le vigne, si scorderanno l’ansimare del cane dietro di loro che divora l’aria alla ricerca di minuscole particelle che persistono sulle loro traccie e quando questo riesce a percepirle fra mille altre insiste incalzandoli.
Si adagieranno cosi’ tanto fino a perdere l’attitudine al frullo, al volo, alla fuga.
Natura vuole però che ogni tanto qualche nocivo, come la volpe, non disgustando una preda ambiziosa, nel tentativo di catturarla le offra la stessa possibilità di fuga, rinfrescando quell’istinto indispensabile in natura per preservare la vita, innalzarsi a colonna o spiccare il volo ed esibire l’apertura delle ali, distendere le remiganti navigando tra le correnti d’aria durante l’attraversamento di una vallata.
Forse come noi uomini delle volte, gli animali più vecchi per ammazzare il tempo raccontano ai giovani le avventure della caccia citando i luoghi i cacciatori ed i loro cani, insegnando ai giovani i confini delle riserve, gli anfratti nascosti, impenetrabili e sicuri, trasmettono loro le necessarie raccomandazioni al fine di riportare sempre le penne a casa.
Vivono nei boschi e nei campi liberamente, non hanno il padrone di casa e non hanno bisogno di vestirsi e se proprio capita ogni tanto qualche fucilata, pazienza, questo è il prezzo, il prezzo della vita.

P

Nessun commento: